







Sono giorni un pò duri. Ho cominciato il tirocinio post-laurea in ospedale e tutte le mattine mi alzo presto, bevo un caffè veloce e corro al Policlinico.Sono contento di farlo. La professione che mi sono scelto mi piace ma la realtà da affrontare è dura. Era da tempo che non andavo in ospedale a fare pratica e come sempre lo scontro con la realtà a duro. I pazienti del Policlinico sono per lo più persone che vengono da ambienti socialmente, culturalmente e economicamente poveri. Persone che spesso ti guardano come se fossi onnipotente e tu non lo sei affatto.Ancor di più se si tratta di affrontare il disagio psichico che è qualcosa di inafferabile, senza tempo e senza spazio. Loro non hanno una malattia, loro spesso si sentono "essere" la malattia.Ne parlavo qualche sera fa' col mio compagno: aspirare alla felicità è un privilegio che molte persone non possono permettersi. E questa è una cosa davvero triste.
Anche Lillo mi da il suo bel da fare ( e infatti ora posso scrivere sul blog perchè è qui che dorme, accanto a me). Ciotole da riempire, cacche e pipì da pulire, giocare con un riccio di plastica verde, togliergli dalla bocca i nostri calzini.Oggi è venuto il veterinario. Lillo non ha quattro mesi come dice il suo certificato di nascita. Ne ha a stento due. Il dottore mi ha spiegato che falsficano la data per poterli vendere prima. Ora capisco perchè ha bisogno di dormirmi addosso, perchè ancora non impara a fare i suoi bisogni sul tappetino assorbente. Perchè è piccolo ed è stato separato dalla mamma troppo presto. Un 'altra ingiustizia alla quale, con il nostro affetto, cerchiamo di compensare.
Intanto scrivo il mio nuovo romanzo. Un romanzo che parla (anche) di immigrazione. E' per questo che quello che stanno facendo la politica e la stampa sui rumeni mi intristisce molto. E' la strategia berlusconiana che il Partito Democristiano...Democratico sta facendo sua. Pompare su una notizia di cronaca nera per far passare il pacchetto sicurezza di Amato dimostrando una totale mancanza di rispetto sia nei confronti degli uomini e delle donne rumeni onesti che vivono in questo Paese, sia nei confronti della donna vittima dell' aggressione.
Per questo vorrei pubblicare un pezzettino del romanzo:

...un microbetto che si chiama Lillo !