"49 gol spettacolari" narra la storia di Lorenzo, uno studente di un liceo in un’imprecisata città di provincia del centro Italia. Intorno a lui un gruppo affiatato di amici. Arriva il primo giorno di scuola dell’ultimo anno e in classe si presenta un nuovo compagno, Riccardo. Viene da Roma ed è stato parcheggiato in provincia dai genitori per ragioni misteriose che si scopriranno solo alla fine del romanzo. Attraente, spigliato, appassionato di calcio, attira subito l’attenzione delle ragazze e in particolare di Giulia, l’amica di Lorenzo con cui sembra imbastire un piccolo flirt. Ma in realtà è tutta una messa in scena perché Riccardo è gay e sa di esserlo. Presto cercherà di avvicinarsi a Lorenzo che comincia a vivere con disagio la consapevolezza di essere attratto da Riccardo. Scoppia l’amore fra loro, ma non tutto è così semplice. Riccardo, infatti, nasconde qualcosa…
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vauro-20080214

Mi sarebbe piaciuto scrivere di più su questo argomento. Ma sono esausto. Esausto di parlare di questioni che dovrebbero essere state esaurite da decenni. E invece no: come dice la Cortellesi " dà retta a na scema, riparliamone !"
E allora mi viene da dire a Giuliano Ferrara: pensa alla tua di vita e abbassa il tasso di colesterolo.

E mi viene da pensare che questa è un' altra strategia della multinazionale "famigghia" di Oltretevere.

Utilizzare la longa ( e larga ) manus di Giuliano Ferrara per rimettere in discussione questioni chiuse trent'anni fà e uscirne puliti ( e lo so che fa tanto x-files, ma che sia così non me lo toglie nessuno dalla testa).

Se c'è tanto interesse nei confronti della vita perchè non agevolare (  quantomeno non ostacolare) la diffusione dei mezzi anticoncezionali ( che oltre a evitare migliaia di aborti consentirebbe di limitare il genocidio in Africa di cui la Chiesa è RESPONSABILE ), perchè non promuovere l'educazione sessuale nelle scuole ?

Il problema non è la vita ( il che sarebbe paradossale da parte di una religione che fa della celebrazione della morte e del dolore il suo nucleo tematico centrale), il problema è il potere.

Aveva ragione Foucault: attraverso  il corpo e le funzioni del corpo si attuano le vere strategie di controllo. E i corpi delle minoranze sono i più bistrattati, il corpo del diverso deve essere annientato.

E comunque alla fine ne ho parlato.

In ogni caso qui di seguito trovate una petizione sull' argomento.

Vi prego di firmarla qui.

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,
ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.
Scritto da Achille81 alle 14:17 di venerdì, 15 febbraio 2008
Tags: [italia, politica, amore, chiesa, famiglia, appelli, web , amici, diritti, scrittura, gay , adozioni, aborto, lesbiche, divorzio, aids, libertĂ , giornali, lettori, omofobia, paternitĂ , olocausto, tv , adolescenti gay]
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novwhiteNe avevo sentito parlare ma avevo parecchi dubbi. Mi avevano detto che parlava della diffusione dell' AIDS nella comunità gay newyorkese all' inizio degli anni 80 e temevo che fosse il solito romanzo strappalacrime e  invece "La sinfonia dell' addio" di Edmund White è un libro straordinario.

Sarà per l' innegabile influsso proustiano nella scrittura ma in questo libro anche la malattia diventa altro, l'epifenomeno di un modo di concepire i rapporti umani, un mezzo per indagare ulteriormente un universo. O forse sarà per la splendida lingua ( anche se mal tradotta, la parola dark room è più volte resa con il letterale "stanza buia"), in ogni caso si tratta di un libro straordinario che rievoca un mondo perduto, un mondo di incontri occasionali, di viaggi ( straordinaria la descrizione della Roma degli anni '60 e 70) , un' America infantile e sadica.

Parlando di un gay malato convertito al cattolicesimo White dice:

"Si era convertito al cattolicesimo, ma non in quella forma camp, fatta di misticismo e di spargimenti d'incenso (...) Era la chiesa di una divinità adirata, del bullo del quartiere che mandava dritto all' inferno per l'eternità i finocchi e le ragazze madri, che teneva in purgatorio per una deprimente serie di secoli i peccatori di minore importanza, ma che mandava in paradiso i bigotti e quei vecchi ranocchi che sguazzavano nell' acqua benedetta, puzzavano di gesso e di lavagne bagnate e urlavano con la voce eccitata di chi vince a tombola."

E raccontando degli amici, portati via dalla malattia uno alla volta:

"Nel mio silenzio ero inorridito che le cose fossero arrivate a un tal punto che , nelle poche settimane passate da quando avevo smesso di telefonare, Joshua fosse diventato inebetito e demente, che fosse confinato a letto con il pannolone e che si parlasse della sua passione delle fresie al tempo passato. Continuavo a pensare alla Sinfonia degli addii di Haydn. Nell'ultimo movimento sono sempre più i musicisti che si alzano e abbandonano il palcoscenico, spegnendo la candela mentre se ne vanno. Alla fine suona ancora un violinista soltanto"  

 

 

Scritto da Achille81 alle 13:10 di domenica, 25 marzo 2007
Tags: [musica, amore, libri, chiesa, scrittura, gay , aids]
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