






Ne avevo sentito parlare ma avevo parecchi dubbi. Mi avevano detto che parlava della diffusione dell' AIDS nella comunità gay newyorkese all' inizio degli anni 80 e temevo che fosse il solito romanzo strappalacrime e invece "La sinfonia dell' addio" di Edmund White è un libro straordinario.
Sarà per l' innegabile influsso proustiano nella scrittura ma in questo libro anche la malattia diventa altro, l'epifenomeno di un modo di concepire i rapporti umani, un mezzo per indagare ulteriormente un universo. O forse sarà per la splendida lingua ( anche se mal tradotta, la parola dark room è più volte resa con il letterale "stanza buia"), in ogni caso si tratta di un libro straordinario che rievoca un mondo perduto, un mondo di incontri occasionali, di viaggi ( straordinaria la descrizione della Roma degli anni '60 e 70) , un' America infantile e sadica.
Parlando di un gay malato convertito al cattolicesimo White dice:
"Si era convertito al cattolicesimo, ma non in quella forma camp, fatta di misticismo e di spargimenti d'incenso (...) Era la chiesa di una divinità adirata, del bullo del quartiere che mandava dritto all' inferno per l'eternità i finocchi e le ragazze madri, che teneva in purgatorio per una deprimente serie di secoli i peccatori di minore importanza, ma che mandava in paradiso i bigotti e quei vecchi ranocchi che sguazzavano nell' acqua benedetta, puzzavano di gesso e di lavagne bagnate e urlavano con la voce eccitata di chi vince a tombola."
E raccontando degli amici, portati via dalla malattia uno alla volta:
"Nel mio silenzio ero inorridito che le cose fossero arrivate a un tal punto che , nelle poche settimane passate da quando avevo smesso di telefonare, Joshua fosse diventato inebetito e demente, che fosse confinato a letto con il pannolone e che si parlasse della sua passione delle fresie al tempo passato. Continuavo a pensare alla Sinfonia degli addii di Haydn. Nell'ultimo movimento sono sempre più i musicisti che si alzano e abbandonano il palcoscenico, spegnendo la candela mentre se ne vanno. Alla fine suona ancora un violinista soltanto"