"49 gol spettacolari" narra la storia di Lorenzo, uno studente di un liceo in un’imprecisata città di provincia del centro Italia. Intorno a lui un gruppo affiatato di amici. Arriva il primo giorno di scuola dell’ultimo anno e in classe si presenta un nuovo compagno, Riccardo. Viene da Roma ed è stato parcheggiato in provincia dai genitori per ragioni misteriose che si scopriranno solo alla fine del romanzo. Attraente, spigliato, appassionato di calcio, attira subito l’attenzione delle ragazze e in particolare di Giulia, l’amica di Lorenzo con cui sembra imbastire un piccolo flirt. Ma in realtà è tutta una messa in scena perché Riccardo è gay e sa di esserlo. Presto cercherà di avvicinarsi a Lorenzo che comincia a vivere con disagio la consapevolezza di essere attratto da Riccardo. Scoppia l’amore fra loro, ma non tutto è così semplice. Riccardo, infatti, nasconde qualcosa…
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Per favore...se qualcuno dovesse incontrare Veltroni per strada gli darebbe un calcio nel culo da parte mia... grazie

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P.S: ed io che avevo appena fatto il cambio di residenza...

Scritto da Achille81 alle 17:13 di lunedì, 28 aprile 2008
Tags: [politica, famiglia, roma, appelli, web , dico, diritti, coppie, gay , lesbiche, libertĂ , esquilino, omofobia, gay pride, pacs, olocausto]
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E così siamo al " Berlusconi III, la vendetta" ( "B-III , Revenge" se fosse un film distribuito dalla Medusa).
Un quadro peggiore del solito: la sinistra arcobaleno e i socialisti fuori dalla Camera e dal Senato, una sola candidata LGBT eletta e La Lega Nord che la fa da padrona.
Eppure, vi dirò, non sono affranto ( amareggiato  questo sì). Credo che questa possa essere la buona occasione per la Sinistra per passarsi una mano sulla coscienza. Una buona occasione per Veltroni che dovrebbe capire che al centro non passerà mai e che l' Italia non è Roma ma è fatta di microrealtà lontanissime che la Sinistra non riesce più a recepire ( e che non si lasciano abbindolare da imprenditori, generali, operai e feste del cinema nemmeno vivessimo a Topolinia e non, invece, in un Paese globalizzato).
L'elettorato di sinistra non lo ha votato e nemmeno il centro che normalmente vota per Casini e per Berlusconi ne è rimasto convinto.
La poltiglia  veltroniana del "ma anche" è stata recepita come una furbata che scontenta sia una parte che l'altra del fisiologico elettorato di sinistra.
Ma soprattutto questa è una vera opportunità per la Sinistra Arcobaleno per troppo tempo adagiata sugli allori dei movimenti e dei centri sociali che sì, sono realtà importanti, ma ben lontane dal neo-proletariato, dai precari e dalle realtà rurali dell' Italia del piccoli centri che alla Sinistra Sinistra dovrebbero fare riferimento.
Non ha fatto bene la necessità di Bertinotti di ricevere il patentino istituzionale di Presidente della Camera che ha imbavagliato l'unico esponente di valore ( insieme a Ferrero) dell' attuale Sinistra Arcobaleno.
Nè è stato efficace montar su in quattro e quattro otto un enorme calderone che ha messo dentro una figura come Pecoro Scanio che , senza ragioni precise, ha stancato ( sarà per i rifiuti, sarà perchè ha l'aria di chi non si scolla dalla poltrona neanche con l'acido muriatico, sarà perchè ha quell' atteggiamento mastelliano da Prima Repubblica ) e tanto meno ha fatto bene la vicinanza a realtà discutibili come la setta psichiatrica di Massimo Fagioli o le virate "spirituali" come le chiama lui, dello stesso Bertinotti.

Berlusconi ha un' arma micidiale che è la cultura ( o non cultura) che da trent'anni avvelena il Paese. Una cultura fatta di pajettes, ballerine, gettoni d'oro che anestetizzano le masse, così tanto che, anche alla fine di una campagna elettorale disastrosa, ha stravinto.
Questa cultura non la si vince nè con i democratic party  ( perchè Berlusconi e il suo entourage sì che la sanno fare i party a cui tutti vogliono partecipare , vedi Corona e Lele Mora) e nemmeno parlando di comunismo senza saper essere vicino ai soggetti di cui si parla.
Bisogna tornare a stare tra le persone, in quelle realtà davvero dimenticate e isolate. Saper essere pervasivi come il Grande Fratello  ma più incisivi nella prassi di  un' immagine a cristalli liquidi.

 
Scritto da Achille81 alle 14:41 di martedì, 15 aprile 2008
Tags: [italia, politica, cinema, appelli, web , dico, diritti, gay , immigrazione, lesbiche, libertĂ , giornali, omofobia, gay pride, tv ]
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Scritto da Achille81 alle 22:16 di lunedì, 14 aprile 2008
Tags: [italia, politica, famiglia, appelli, mafia, web , sesso, diritti, gay , immigrazione, lesbiche, libertĂ , omofobia, tv ]
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butlerNon ho avuto un ottimo insegnante di filosofia al Liceo.
Troppi anni e troppo stanco.
Eppure ho avuto sempre una passione insana per la filosofia , un velleitarismo più che altro. Mi affascinava sentirne parlare ma non mi sentivo in grado di accedervi.
Poi la passione di Alessandro per Foucault , i miei amici Paolo e Chiara che insegnano filosofia e la mia tesi sulla volontà mi hanno costretto a riavvicinarmi all' argomento convincendomi che la filosofia è davvero un atto erotico ( come diresti tu citando qualcun' altro , non è vero, Paolo ?).
Certo sono un novizio della materia ed è in questa veste che voglio parlarvi dell' ultimo lavoro di Judith Butler , "Critica della violenza etica".
Judith Butler è una filosofa post-strutturalista che insegna all' Università di Berkley. E' nota per i cosiddetti queer studies ( o studi di genere, roba che noi in Italia ce la sogniamo) e per gli importanti contributi nell' ambito della filosofia del femminismo.

In quest' ultimo lavoro la Butler cerca di rifondare un' idea dell' etica a partire da alcuni elementi della modernità: l' inconscio freudiano e laplanchiano ( una parte inconoscibile di noi stessi  che si forma solo nella relazione con l'altro) e  la critica della soggettività di nietzschiana e foucoltiana matrice ( la soggettività che non è imprescindibile dalle condizioni storiche e sociali che la compongono).
Arriva così. la Butler, a a costruire un' etica della vulnerabilità. Ciascuno di noi, proprio perchè non può conoscersi, è vulnerabile ogniqualvolta si espone attraverso il racconto di sè all' altro.E ogni volta che racconta di sè lo fa sfruttando norme e categorie imposte e socialmente accettate, lasciando sempre che una parte di sè rimanga inespressa.
Eppure il dialogo e la relazione con l'Altro consentono di forzare quelle categorie affinchè esse vengano di volta in volta ripensate e rielaborate.
Esporsi è un rischio, quindi, ma anche una risorsa.
E il riconoscimento della reciproca vulnerabilità è la strada maestra che devia ciascuno di noi dalla via della vendetta a quella della comprensione e del perdono.


"...essere annullati dall' altro è una necessità primaria, ed è motivo di angoscia, c'è da starne certe, ma è anche una straordinaria chance: vuol dire essere interpellate, reclamate, legate a qualcosa che non siamo noi, ma anche mosse, spinte ad agire, a rivolgersi altrove, fuori di sè e quindi abbandonare e disertare ogni dimensione autosufficiente dell' "io" concepito come qualcosa che possiede. Se noi parliamo e cerchiamo di rendere conto di noi da questo spazio incerto (vuoto di noi e pieno di altri) non dovremmo mai essere irresponsabili, e se anche lo fossimo saremmo senz'altro perdonate"


J.Butler  "Critica della violenza etica"

P.S: Chiunque più esperto di me passi di qui e scopra che ho detto una marea di cazzate mi perdoni :-) !
Scritto da Achille81 alle 10:51 di giovedì, 03 aprile 2008
Tags: [politica, amore, libri, web , amici, filosofia, sesso, diritti, scrittura, gay , lesbiche, libertĂ , giornali, universitĂ , lettori, omofobia, gay pride, olocausto]
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