





Scrittori in bottiglia
Incontri con gli autori tra un bicchiere e l'altro
Una rassegna di incontri letterari aperti alla città organizzata dalla casa editrice MERIDIANOZERO e da TRALALTRO Arcigay Padova. Il mercoledì sera, ogni due settimane, appuntamenti con le voci giovani della letteratura italiana: progetti, sogni, idee e opinioni di autori, scrittori e giornalisti.
Gli incontri si tengono nella sala della sede Arcigay di Corso Garibaldi 41 - (palazzo Ex Barriere - di fronte all'ingresso dei Giardini dell'Arena). L'ingresso, ovviamente, è libero e gratuito per tutti (non serve tessera, iscrizioni, ecc...)
Ecco il programma degli incontri per Maggio 2007.
Ultimo appuntamento:
Davide Martini presenta
49 GOL SPETTACOLARI
Mercoledì 2 maggio - ore 18
(attenzione al cambio di orario: alle 18 e non alle 21)
Mercoledì 2 maggio 2007 ore 18
49 GOL SPETTACOLARI
(Playground)
Con l'autore DAVIDE MARTINI.
Fresco, diretto, intelligente e ben scritto, “49 gol spettacolari” racconta la storia di Lorenzo, studente di un liceo in un’imprecisata provincia del centro Italia. Intorno a lui un gruppo affiatato di amici, che però non lo allontanano dalle incertezze che lo turbano e a cui ancora non sa dare un nome. Arriva il primo giorno di scuola dell’ultimo anno e in classe si presenta Riccardo, un nuovo compagno, costretto dalla famiglia a lasciare Roma per frequentare un liceo di provincia. Attraente, spigliato, appassionato di calcio, Riccardo attira subito l’attenzione delle ragazze e in particolare di Giulia, l’amica di Lorenzo con cui sembra imbastire un piccolo flirt. Ma in realtà è una messa in scena perché Riccardo è gay e sa di esserlo. Presto Riccardo cercherà di avvicinarsi a Lorenzo che comincia a vivere con disagio la consapevolezza di essere attratto da Riccardo. Scoppia l’amore fra loro, ma non è tutto così semplice. Riccardo, infatti, nasconde qualcosa.
“E io cos’ero? Ero uno che stava cercando la sua strada, come gli altri. Con la differenza che io partivo dall’azione cattolica e dovevo arrivare al gay pride. Ma questo ancora non lo sapevo. O forse sì: il fatto è che ho solo centosessanta pagine e nove mesi da raccontare.”
Quasi quasi il referendum sulla legge elettorale che impedisce l'ingresso in parlamento ai gruppi con meno del 4% lo voterei solo per far dispetto a Mastella. E poi gli chiederei : come ci si sente ad essere una minoranza, ad essere piccoli piccoli, senza diritti , schiacciati dalla prepotenza di una maggioranza ?
Noi gay lo sappiamo cosa significa. E lei, signor Mastella, come si sente ?
Se qualcuno avesse visto la puntata di ierisera de "L'infedele" avrebbe di che inquietarsi. Il fronte si allarga. E in prima linea fa il suo ingresso Eugenia Roccella, ex radicale, giornalista dell' "Avvenire" , non cattolica ( come ripete con orgoglio un minuto mentre quello seguente difende l' operato della CEI ), una che all' inizio degli anni 90 ha lottato per l'estensione della pratica dell' aborto oltre il terzo mese e nelle cliniche private.
Proprio la Roccella ierisera ha dichiarato che il Family Day è aperto anche ai divorziati, ai separati, ai risposati. Insomma tutti, ad esclusione dei gay. ( Anche questo punto andrebbe discusso, tutti i genitori gay in Italia dove li mettiamo ?)
"Il family day pone al centro la famiglia che ha il suo culmine nella procreazione" ha ripetuto nel corso della trasmissione.
La prima domanda è: ma cosa hanno subito gli adepti radicali durante la Prima Repubblica ? Forse Pannella li seviziava ! Ci deve essere una ragione se uno milita nei radicali e poi diventa Rutelli e la Roccella !
La seconda domanda è: la Roccella si ritiene l' avanguardia del femminismo italiano. Ha parlato di scardinare il sistema patriarcale. Ma si rende conto che sta semplicemente continuando a rivestire il ruolo al quale gli uomini hanno sempre relegato le donne ? La Roccella non è diversa dalle casalinghe che negli anni '50 spettegolavano del costo della spesa e della gravidanza della vicina. La Roccella quando parla di aiuti alle famiglie e procreazione assitita lo fa non davanti ad una tazza di tè ma ad una telecamera. Ma si sa: ormai il salotto di casa si è spostato in tv.
Un mio caro amico addentro nei meccanismi della politica sostiene che nessuno o quasi degli organizzatori del Family Day crede davvero ai principi del Family Day stesso. Tutti sanno benissimo i DICO e la famiglia non hanno niente a che vedere l'uno con l'altro e che il Family Day è solo un modo per compattare la destra italiana, in assenza di altri valori fondanti e in vista delle prossime elezioni.
Ma è giusto far leva sulla carenza dei diritti dei singoli per fondare un movimento ? Ed è giusto strumentalizzare i valori dei singoli per far ciò ? E' davvero questo un modo di rispettare il valore della famiglia ?
Mai come in questo periodo ho la sensazione che la società occidentale stia cercando di uccidere i suoi bambini e suoi ragazzi. A volte questo accade metaforicamente, con una morte intellettuale che attraverso la società dei consumi annulla qualsiasi spirito critico, automi tutti uguali, senza vita e senza pensiero, quindi morti. A volte accade letteralmente: penso a Marco, il ragazzo torinese che si è suicidato, alla tredicenne vittima di abusi che si è tolta la vita ieri, e oggi all' ultima strage in un campus statunitense.
Giovani corpi da sfruttare nei call center, da far dimenare semisvestiti in una trasmissione tv, di cui abusare, da mandare in strada o a cui far cucire palloni e scarpe da ginnastica. Carne al macello da consumare in fretta prime che "evapori" il suo spirito vitale.
E ogni volta che rifletto su questo tema mi tornano in mente le truculente immagini di un capolavoro come "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini. Il potere in qualunque forma che abusa della gioventù e la manda al massacro.
"L'ansia del consumo è un'ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l'ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell'essere felice, nell'essere libero: perché questo è l'ordine che egli inconsciamente ha ricevuto, e a cui deve obbedire, a patto di sentirsi 'diverso'. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L'uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo."
"Il sesso in Salò è una rappresentazione, o metafora, di questa situazione: questa che viviamo in questi anni: il sesso come obbligo e bruttezza. […]
Oltre che la metafora del rapporto sessuale (obbligatorio e brutto) che la tolleranza del potere consumistico ci fa vivere in questi anni, tutto il sesso che c'è in Salò (e ce n'è in quantità enorme) è anche la metafora del rapporto del potere con coloro che gli sono sottoposti. In altre parole è la rappresentazione (magari onirica) di quella che Marx chiama la mercificazione dell'uomo: la riduzione del corpo a cosa (attraverso lo sfruttamento). Dunque il sesso è chiamato a svolgere nel mio film un ruolo metaforico orribile. […]
[Le mie Centoventi giornate di Sodoma si svolgono a Salò nel 1944], e a Marzabotto. Ho preso a simbolo di quel potere che trasforma gli individui in oggetti […] il potere fascista e nella fattispecie il potere repubblichino. Ma, appunto, si tratta di un simbolo. […] In realtà lascio a tutto il film un ampio margine bianco, che dilata quel potere arcaico, preso a simbolo di tutto il potere, e abbordabili alla immaginazione tutte le sue possibili forme. […]
Nel potere – in qualsiasi potere, legislativo e esecutivo – c'è qualcosa di belluino. Nel suo codice e nella sua prassi, infatti, altro non si fa che sancire e rendere attualizzabile la più primordiale e cieca violenza dei forti contro i deboli: cioè, diciamolo ancora una volta, degli sfruttatori contro gli sfruttati. […] I potenti di De Sade non fanno altro che scrivere Regolamenti e regolarmente applicarli".
P.P.P.
Nicolas Sarkozy contro la chiesa cattolica francese. Il candidato conservatore, che i sondaggi continuano a dare in testa alle preferenze, ha definito "sconvolgente" la posizione del Vaticano sull'omossessualita' in un'intervista pubblicata al giornale progressista Liberation.
"Io sono nato eterosessuale, non mi sono mai interrogato sulla scelta della mia sessualita' - ha affermato Sarko' - per questo la posizione della chiesa che consiste nell'affermare 'L'omossessualita' e' un peccato' e' sconvolgente: uno non sceglie la propria identita'... Uno ha l'indentita che ha". L'ex ministro dell'Interno non sembra aver alcuna intenzione di seppellire l'ascia di guerra con la conferenza episcopale francese. Il candidato gollista dell'Ump, come il suo rivale centrista dell'Udf, Francois Bayrou, e' contrario ai matrimoni gay ma ha promesso nuovi diritti finanziari e maggiori chance di adottare bambini per gli omosessuali.