





Mi era già successo con la Francia, l'Inghilterra e l'Olanda e ora nuovamente con la Spagna. Ci si passano un paio di giorni e ci si accorge dell' abisso che ci separa dagli altri paesi europei.
A Madrid , poi. fa ancora più specie perchè la cultura spagnola è così simile alla nostra eppure permeata di un senso civico di cui non abbiamo nemmeno il sentore.
E non parlo solo della vita gay ma di un vitalità culturale e sociale inimmaginabile, trasporto pubblico impeccabile, prezzi decisamente più abbordabili, notti di festa senza alcun incidente, una grande senso di educazione e rispetto.
E invece qui il tassista che ci viene a prendere a Piazza Vittorio appena saliamo in macchina comincia a imprecare contro "i cinesi bastardi" (parole sue), a Fiumicino un gruppo di ragazzi comincia a molestare una gruppetto di sudamericane ( all' urlo di "Che bombe che c'ha quella"), nella metropolitana madrilena gli unici che urlano sono un gruppo di toscani, all' aereoporto Barajas un gruppo di napoletani ha deciso che dovevamo condividere con loro la musica che a tutto volume sparavano i loro telefonini.
"El Pais" proprio ieri dedicava due pagine alle elezioni italiane e in particolare alla vittoria di Alemanno a Roma ( con tanto di immagini del saluto romano sulle scale del Campidoglio) affermando nell' articolo "Il populismo alza il braccio in Italia" :
"...(la destra italiana) non è una destra monolitica, al contrario: federalisti e nazionalisti, liberalismo e protezionismo, guerra alla burocrazia e clientelismo. Tutto convive in un unico universo destrorso dove i toni xenofobi e autoritari costituiscono il comune denominatore ..."
Nello stesso articolo si stupiscono che non ci si stupisca ( per citare la Santanchè) di certi rigurgiti mussoliniani:
"Però non sono soltanto chiacchiere. Berlusconi non ha avuto timore di assegnare un posto sicuro in parlamento a Giuseppe Ciarrapico, editore e fascista dichiarato. Molti esponenti e luogotenenti della Lega Nord parlano e si comportano come sceriffi più che come politici. (...) La Facoltà di Diritto di Bari vota contro la proposta di cambiare il nome dell' ateneo ( che formalmente è dedicato a Benito Mussolini) per lo statista Aldo Moro. (...) Però gli italiani, siano essi comuni cittadini o esperti analisti, non attribuiscono grande valore a questi aneddoti"
E per quanto riguarda i diritti gay vi dico solo che nella piazzetta della foto qui sopra ho passato un' oretta, steso su una panchina, con la testa sulle gambe del mio ragazzo senza che nessuno dei passanti ci facesse nemmeno caso.
E' stata una bella sensazione.
Per favore...se qualcuno dovesse incontrare Veltroni per strada gli darebbe un calcio nel culo da parte mia... grazie


P.S: ed io che avevo appena fatto il cambio di residenza...


Non ho avuto un ottimo insegnante di filosofia al Liceo.