"49 gol spettacolari" narra la storia di Lorenzo, uno studente di un liceo in un’imprecisata città di provincia del centro Italia. Intorno a lui un gruppo affiatato di amici. Arriva il primo giorno di scuola dell’ultimo anno e in classe si presenta un nuovo compagno, Riccardo. Viene da Roma ed è stato parcheggiato in provincia dai genitori per ragioni misteriose che si scopriranno solo alla fine del romanzo. Attraente, spigliato, appassionato di calcio, attira subito l’attenzione delle ragazze e in particolare di Giulia, l’amica di Lorenzo con cui sembra imbastire un piccolo flirt. Ma in realtà è tutta una messa in scena perché Riccardo è gay e sa di esserlo. Presto cercherà di avvicinarsi a Lorenzo che comincia a vivere con disagio la consapevolezza di essere attratto da Riccardo. Scoppia l’amore fra loro, ma non tutto è così semplice. Riccardo, infatti, nasconde qualcosa…
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257368-gayvillUn altro episodio di omofobia riempie i giornali e il dibattito politico (se vogliamo chiamarlo così).

E' già successo ad una coppia gay a Campo dei Fiori, ad Agropoli, senza dimenticare la ragazza lesbica aggredita a San Giovanni , il conduttore di radio Deegay al Pigneto e i tanti "omocidi" che attreversano il Paese.

Infine, notizia fresca,  un ultimo episodio di aggressione avvenuto a Bologna, sempre ai danni di una coppia gay.

Ma quello di Roma è  grave non solo perchè c'è di mezzo un coltello e molto sangue, ma anche perchè l'episodio è avvenuto nei pressi del Gay Village: ormai bisogna sentirsi minacciati anche nei (pochi) luoghi in cui si andava per stare un pò tranquilli.

Paradossalmente in Medio Oriente era più facile.  Sapevi che era meglio evitare certi atteggiamente in pubblico e finiva la storia.

La cosa peggiore comunque  sono i politici, di qualunque schieramento, che parlano di lotta all' omofobia, di arresti e leggi.

Quelli di destra dovrebbero ricordare che convivono nello stesso partito con gente come la Carfagna che ha continuato a negare l'esistenza dell' omofobia in Italia, che ha definito il Gay Pride indecente ( mentre la sfilata di veline ed escort a Villa Certosa era estremamene elegante) e gente come Gentilini della Lega che non molto tempo fa parlava di "garrotare" i gay.

Il Pd , se possibile, è  anche peggio. Ancora permettono ad un' estremista come la Binetti di militare nel loro partito ( in nome del pluralismo potrebbero accogliere anche un talebano per come stanno le cose) , una che pochi mesi fa ha riproposto un parallelismo tra omosessualità e pedofilia.

Entrambi per una ragione o per l'altra sono contrari ad una legge sulle coppie di fatto, entrambi supini alle dichirazioni del Vaticano che un giorno sì e un giorno pure infanga la dignità delle persone omosessuali.

L'effetto complessivo di tutto ciò ( e il messaggio che viene inviato alle masse) è una sensazione di disprezzo verso le persone gay che fa sentire un pregiudicato autorizzato a proporsi come eroe moralizzatore munito di coltello.

Ma questo nemmeno deve stupire: Berlusconi ha proposto una legge contro la prostituzione !

 

 

 

Scritto da Achille81 alle 13:49 di lunedì, 24 agosto 2009
Tags: [italia, politica, chiesa, roma, dico, giordania, diritti, coppie, gay , islam, lesbiche, razzismo, berlusconi, libertĂ , omofobia, gay pride, pacs, transessuali, amman, adolescenti gay]
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berluscafrance

E’ da un mese ormai che vivo a Parigi. Eppure non riesco a non pensare all’ Italia per quanto ci provi ( questa copertina che campeggiava stamattina in edicola non aiuta) .

Il fatto è che ogni giorno, nella vita quotidiana misuri di persona l’abisso culturale, sociale che ci separa dai paesi davvero europei.
Perché è inutile negarlo ma l’ Italia non è Europa e lo è sempre meno col passare del tempo.

Se parliamo dei diritti gay  saprete già che qui esistono i PAcS  da un eternità e per esempio il mio padrone di casa è pacsè, come dicono qui, col suo compagno. Ora è disoccupato vede garantiti i suoi versamenti previdenziali attraverso lo stipendio del suo compagno.
Forse non saprete che pochi giorni fa Nicolas Sarkozy ha rilasciato un’ intervista al Nouvel Observateur dichiarando che uno dei grandi errori della destra francese è stata di proporre i PAcS e non puntare direttamente all’ uguaglianza dei diritti.
E diciamo che Sarkozy non è esattamente uno che mi sta simpatico.

Qui esiste una cosa che avevo dimenticato: il dibattito politico. Quello serio, niente urla della Santanchè o improperi di Ghedini ma attenta analisi della realtà.
Qui si discute della necessità o meno di vietare il velo per le donne musulmane nei luoghi pubblici ( laicità dello stato e tutela delle donne versus rispetto delle differenze) senza leghisti che portano maiali a spasso su terreni della Bretagna.

Qui bacio il mio ragazzo dove voglio. Qui la polizia protegge la comunità omosessuale e recluta all’ interno dei locali e delle riviste gay.

Ma poi c’è ben altro ed è l’atmosfera: c’è una cultura dell’ educazione. Ho riscoperto il gusto di andare al cinema senza cellulari che squillino ( e sapeste quante retrospettive di cinema italiano ci sono! Visconti, Pasolini, De Sica..),  fare la fila senza che nessuno cerchi di fregarti, modelli di donne in tv e sui giornali che non rispondono solo al modello tette e culo.

Me ne sono andato perché in Italia non riuscivo a lavorare
, perché per specializzarmi avrei dovuto farmi raccomandare e non volevo, perché non volevo vivere in un città dove rischiavo di essere menato da qualche amico del sindaco.

Ma anche anche perché volevo provare cosa significa vivere in Europa. E credetemi: è bellissimo !
Scritto da Achille81 alle 17:58 di venerdì, 10 luglio 2009
Tags: [politica, amore, roma, parigi, europa, diritti, scrittura, coppie, gay , medicina, , islam, immigrazione, lesbiche, razzismo, berlusconi, libertĂ , universitĂ , omofobia, pacs, adolescenti gay]
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burka

Si ritorna a casa, ancora per poco e sempre di passaggio.
Anche la mia esperienza giordana è finita da un paio di settimane. Per mesi non ho scritto nulla perchè a volte gli stimoli sono così tanti da atterrirti, perchè ad Amman la vita è più semplice e la semplicità è una costruzione faticosa.
Ho visitato Damasco e Il Cairo. Ho visto Petra e mi sono bagnato nel Mar Morto. Ho accolto bambini iracheni di tre anni con malformazioni cardiache diretti a Parigi per essere operati. Ho suggellato l' unione tra un ragazzo giordano e una cooperante inglese. Sono diventato il migliore amico del gay giordano più comunista e ateo di tutta Amman.

E questo è solo una piccola parte che forse finirà in un libro. Ma ci vuole tempo. Ci sono eventi che è necessario lasciare sedimentare.
Ma ci sono cose che mi sono state subito chiare e che ora si fanno lampanti dopo due settimane di permanenza in Italia.

Vivere in un paese islamico ti fa apprezzare anche più di prima l'importanza della laicità. La religione, qualunque essa sia, avvelena le relazioni, i rapporti tra i sessi e i rapporti col sesso. Ad Amman si è sempre controllati, invischiati in un intrico di relazioni familiari e di tribù estese. Le minoranze sono schiacciate e costrette a strisciare e nascondersi negli spazi vuoti lasciati liberi ( o ricavati a fatica) dall' ipocrisia. E' una lezione da imparare se non vogliamo che succeda lo stesso, anche qui, in Italia.

La battaglia del potere si consuma sul corpo delle donne. Le lacrime delle madri di Baghdad sui figli morti per un' epidemia di morbillo, i corpi di quelle stesse madri costrette a partorire da sole in casa o in una sala parto affollata e piena di polvere. I corpi plastificati ed esposti delle cantanti pop libanesi. E ancora i corpi e soprattutto i volti invisibili delle donne degli strati più poveri occultate dietro burka neri, le mani coperte da guanti spessi anche sotto un sole rovente, giù al mercato. Me ne vado dalla Giordania senza un pezzo, senza aver potuto esplorare , nemmeno da lontano, il mondo delle donne del Medio Oriente e sicuramente perdendo qualcosa.

Mi è mancata l' Italia e mi è mancata con la consapevolezza che l'Italia che mi manca è un posto a cui, forse, non potrò più tornare. In fondo è il posto dove sono nato e alla cui lingua sono incatenato. Quanto ci vorrà prima che possa esprimere in spagnolo ,in inglese o in francese la stessa dolcezza che c'è in alcune espressioni come "fare capolino" ? Quanto ci vorrà prima che possa fare ironia in una lingua che non è la mia ? Quando potrò scrivere non dico il primo romanzo, ma il primo racconto in spagnolo ? Eppure sono esausto e solo frequentando gli olandesi, gli spagnoli, i francesi , i tedeschi e tutti gli altri europei che vivono ad Amman ho capito che abbiamo perduto in tutto questi anni. Ormai agli occhi degli altri siamo solo un fenomeno folkroristico, divorato dalla follia dei suoi governanti.

E anche per questo che ho accettato con piacere l'idea della Francia, di Parigi, almeno per un anno. Perchè ho voglia di vivere in un paese dove la mia religione non conta, dove il mio orientamento sessuale è rispettato, dove lo donne non vengono umiliate tra grasse risate, dove la vita culturale non è ridotta al battibecco tra casalinghe di un programma del pomeriggio.
Insomma, un paese normale.
Scritto da Achille81 alle 18:04 di martedì, 02 giugno 2009
Tags: [italia, amore, chiesa, amici, parigi, sesso, europa, spagna, giordania, diritti, coppie, gay , islam, immigrazione, razzismo, libertĂ , giornali, lettori, omofobia, amman]
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marmortoIl Mar Morto che separa la Giordania dai Territori Palestinesi




Ad Amman ci si muove in taxi.
Con meno di un euro i tassisti giordani ti portano dove ti pare.
Ho letto che in media lavorano dalle 12 alle 14 ore al giorno per guadagnare all' incirca 20 euro.  Un pò come tutti qui anche i tassisti sono dei gran chiacchieroni e , nemmeno il tempo di chiudere lo sportello , ti avranno già chiesto da dove vieni, cosa fai e dove vivi.
Quando poi gli chiedi se sono giordani il più delle volte ti diranno che sono palestinesi. Qualche volta ti diranno che gli stranieri pensano che ci sia differenza tra giordani e palestinesi ma che in realtà loro si sentono come un unico popolo in quanto discendenza dello stesso gruppo tribale.
Ora non voglio cadere nell' errore di parlare di un popolo come fosse un' entità unica ma è sconvolgente lo spirito di accoglienza che caratterizza la Giordania.
Ovunque vada la mia presenza è circondata di saluti di benvenuto in Giordania, da attenzione e rispetto per le differenze.
Dalla finestra di casa vedo il minareto di una moschea e il campanile di una chiesa.

Qui convivono americani, europei , asiatici e autoctoni. Cristiani, protestanti e musulmani.  Qui non ci sono Calderoli pronti a sbraiatare contro usi e costumi diversi dai propri.
Ci sono donne che portano il velo e donne che non lo portano.
Nessuno ti giudica se mangi carne di maiale o bevi.
E anzi ho conosciuto diversi musulmani che bevono ogni tanto,  ne ho conosciuti  di laici e ne ho conosciuti di atei ( contrariamente all' idea diffusa che esiste un solo Islam fondamentalista e rigido).
Quando vedo tutto questo penso che se anche i palestinesi condividono solo una piccola porzione di sguardo sul mondo con i giordani, per renderli aggressivi ( e continuo ad avere forti dubbi che questa aggressività sia così diffusa all' interno della popolazione palestinese)  qualcuno deve averli fatti veramente incazzare.
Un tassista, qualche giorno fa , proprio mentre l'attacco a Gaza era al culmine, traduceva per me le parole che sentiva alla radio.
Un uomo raccontava di aver perso un figlio e che ad un altro avevano amputato un braccio.
Poi mi ha detto: " Vedi tu sei italiano e io sono palestinese e siamo nella stessa macchina senza problemi, perchè non possiamo stare anche noi così in Palestina ?
Poi ha aggiunto " Ma il re italiano non può fermare Israele ?"
Io ho pensato subito a Berlusconi.
" No" ho pensato " meglio che il re italiano stia fuori da tutta questa storia"

Scritto da Achille81 alle 10:52 di lunedì, 26 gennaio 2009
Tags: [palestina, politica, appelli, giordania, diritti, islam, immigrazione, razzismo, libertĂ , amman]
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Non sapevo come dirlo ed è forse per questa ragione che per tanti giorni il mio blog non è stato aggiornato.
Comunque le cose stanno così: mi sono trasferito ad Amman, Giordania, per lavorare come medico in una organizzazione umanitaria.
Se qualcuno esclama " E chi se ne frega  !" lo capisco benissimo.
Il punto è che non mi aspetto che nessuno mi dica " bravo". Il motivo principale per cui sono qui è, direi, profondamente egoistico.
Ero esausto dell' Italia, esausto di Roma che di colpo si è trasformata in un cimitero militarizzato. Dopo otto anni di vita in una città che mi ha dato tutto, amici, una laurea e l'amore, sentivo il desiderio di scappare.
Tutto era diventato troppo faticoso e ultimamente questa fatica non era più ricompensata.
Una città che ho amato tanto di colpo mi sembrava una prigione.
E poi c'è stata la scoperta di quanto mi rendesse felice insegnare italiano agli immigrati, quanti mondi ancora c'erano da scoprire.
Non ho dubbi nel dire che ho imparato dai miei studenti di Piazza Vittorio molto più di quanto loro abbiano imparato da me. E ho capito che voglio provare a fare questo perchè è questo che mi rende felice.
Puro egoismo. Nessuna missione.

E così con Lillo che sonnecchiava nel trasportino ho preso un aereo e ora sono qui, nel mio appartamento spoglio di Amman.
E' iniziato un  processo di scarnificazione della mia vita estremamente rilassante.
Niente oggetti inutili, niente immagine, niente vestiti costosi da esibire. Solo io, con il mio inglese stentato e nient' altro.
Amman è una città talmente "brutta" da essere magnifica. Qui vige un' estetica della non estetica. Nulla è stereotipato nell' immagine di ciò che dovrebbe essere: nei negozi c'è la merce e basta.
Tutto qui è ciò che sembra.

Niente minareti,veli e turbanti. Niente cazzate del genere. Ci sono solo le persone che sono esattamente ciò che sembrano. La vita qui non è ancora stata impacchettata da una estenuante narrazione della stessa.
A volte però il cielo subito dopo il tramonto è di un viola tenue e la mezza luna si svela  dall' orizzonte  verso lo zenith.
Scritto da Achille81 alle 11:06 di giovedì, 08 gennaio 2009
Tags: [italia, amore, roma, animali, amici, giordania, scrittura, medicina, islam, immigrazione, razzismo, amman, casa dei diritti sociali]
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