"49 gol spettacolari" narra la storia di Lorenzo, uno studente di un liceo in un’imprecisata città di provincia del centro Italia. Intorno a lui un gruppo affiatato di amici. Arriva il primo giorno di scuola dell’ultimo anno e in classe si presenta un nuovo compagno, Riccardo. Viene da Roma ed è stato parcheggiato in provincia dai genitori per ragioni misteriose che si scopriranno solo alla fine del romanzo. Attraente, spigliato, appassionato di calcio, attira subito l’attenzione delle ragazze e in particolare di Giulia, l’amica di Lorenzo con cui sembra imbastire un piccolo flirt. Ma in realtà è tutta una messa in scena perché Riccardo è gay e sa di esserlo. Presto cercherà di avvicinarsi a Lorenzo che comincia a vivere con disagio la consapevolezza di essere attratto da Riccardo. Scoppia l’amore fra loro, ma non tutto è così semplice. Riccardo, infatti, nasconde qualcosa…
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burka

Si ritorna a casa, ancora per poco e sempre di passaggio.
Anche la mia esperienza giordana è finita da un paio di settimane. Per mesi non ho scritto nulla perchè a volte gli stimoli sono così tanti da atterrirti, perchè ad Amman la vita è più semplice e la semplicità è una costruzione faticosa.
Ho visitato Damasco e Il Cairo. Ho visto Petra e mi sono bagnato nel Mar Morto. Ho accolto bambini iracheni di tre anni con malformazioni cardiache diretti a Parigi per essere operati. Ho suggellato l' unione tra un ragazzo giordano e una cooperante inglese. Sono diventato il migliore amico del gay giordano più comunista e ateo di tutta Amman.

E questo è solo una piccola parte che forse finirà in un libro. Ma ci vuole tempo. Ci sono eventi che è necessario lasciare sedimentare.
Ma ci sono cose che mi sono state subito chiare e che ora si fanno lampanti dopo due settimane di permanenza in Italia.

Vivere in un paese islamico ti fa apprezzare anche più di prima l'importanza della laicità. La religione, qualunque essa sia, avvelena le relazioni, i rapporti tra i sessi e i rapporti col sesso. Ad Amman si è sempre controllati, invischiati in un intrico di relazioni familiari e di tribù estese. Le minoranze sono schiacciate e costrette a strisciare e nascondersi negli spazi vuoti lasciati liberi ( o ricavati a fatica) dall' ipocrisia. E' una lezione da imparare se non vogliamo che succeda lo stesso, anche qui, in Italia.

La battaglia del potere si consuma sul corpo delle donne. Le lacrime delle madri di Baghdad sui figli morti per un' epidemia di morbillo, i corpi di quelle stesse madri costrette a partorire da sole in casa o in una sala parto affollata e piena di polvere. I corpi plastificati ed esposti delle cantanti pop libanesi. E ancora i corpi e soprattutto i volti invisibili delle donne degli strati più poveri occultate dietro burka neri, le mani coperte da guanti spessi anche sotto un sole rovente, giù al mercato. Me ne vado dalla Giordania senza un pezzo, senza aver potuto esplorare , nemmeno da lontano, il mondo delle donne del Medio Oriente e sicuramente perdendo qualcosa.

Mi è mancata l' Italia e mi è mancata con la consapevolezza che l'Italia che mi manca è un posto a cui, forse, non potrò più tornare. In fondo è il posto dove sono nato e alla cui lingua sono incatenato. Quanto ci vorrà prima che possa esprimere in spagnolo ,in inglese o in francese la stessa dolcezza che c'è in alcune espressioni come "fare capolino" ? Quanto ci vorrà prima che possa fare ironia in una lingua che non è la mia ? Quando potrò scrivere non dico il primo romanzo, ma il primo racconto in spagnolo ? Eppure sono esausto e solo frequentando gli olandesi, gli spagnoli, i francesi , i tedeschi e tutti gli altri europei che vivono ad Amman ho capito che abbiamo perduto in tutto questi anni. Ormai agli occhi degli altri siamo solo un fenomeno folkroristico, divorato dalla follia dei suoi governanti.

E anche per questo che ho accettato con piacere l'idea della Francia, di Parigi, almeno per un anno. Perchè ho voglia di vivere in un paese dove la mia religione non conta, dove il mio orientamento sessuale è rispettato, dove lo donne non vengono umiliate tra grasse risate, dove la vita culturale non è ridotta al battibecco tra casalinghe di un programma del pomeriggio.
Insomma, un paese normale.
Scritto da Achille81 alle 18:04 di martedì, 02 giugno 2009
Tags: [italia, amore, chiesa, amici, parigi, sesso, europa, spagna, giordania, diritti, coppie, gay , islam, immigrazione, razzismo, libertĂ , giornali, lettori, omofobia, amman]
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marmortoIl Mar Morto che separa la Giordania dai Territori Palestinesi




Ad Amman ci si muove in taxi.
Con meno di un euro i tassisti giordani ti portano dove ti pare.
Ho letto che in media lavorano dalle 12 alle 14 ore al giorno per guadagnare all' incirca 20 euro.  Un pò come tutti qui anche i tassisti sono dei gran chiacchieroni e , nemmeno il tempo di chiudere lo sportello , ti avranno già chiesto da dove vieni, cosa fai e dove vivi.
Quando poi gli chiedi se sono giordani il più delle volte ti diranno che sono palestinesi. Qualche volta ti diranno che gli stranieri pensano che ci sia differenza tra giordani e palestinesi ma che in realtà loro si sentono come un unico popolo in quanto discendenza dello stesso gruppo tribale.
Ora non voglio cadere nell' errore di parlare di un popolo come fosse un' entità unica ma è sconvolgente lo spirito di accoglienza che caratterizza la Giordania.
Ovunque vada la mia presenza è circondata di saluti di benvenuto in Giordania, da attenzione e rispetto per le differenze.
Dalla finestra di casa vedo il minareto di una moschea e il campanile di una chiesa.

Qui convivono americani, europei , asiatici e autoctoni. Cristiani, protestanti e musulmani.  Qui non ci sono Calderoli pronti a sbraiatare contro usi e costumi diversi dai propri.
Ci sono donne che portano il velo e donne che non lo portano.
Nessuno ti giudica se mangi carne di maiale o bevi.
E anzi ho conosciuto diversi musulmani che bevono ogni tanto,  ne ho conosciuti  di laici e ne ho conosciuti di atei ( contrariamente all' idea diffusa che esiste un solo Islam fondamentalista e rigido).
Quando vedo tutto questo penso che se anche i palestinesi condividono solo una piccola porzione di sguardo sul mondo con i giordani, per renderli aggressivi ( e continuo ad avere forti dubbi che questa aggressività sia così diffusa all' interno della popolazione palestinese)  qualcuno deve averli fatti veramente incazzare.
Un tassista, qualche giorno fa , proprio mentre l'attacco a Gaza era al culmine, traduceva per me le parole che sentiva alla radio.
Un uomo raccontava di aver perso un figlio e che ad un altro avevano amputato un braccio.
Poi mi ha detto: " Vedi tu sei italiano e io sono palestinese e siamo nella stessa macchina senza problemi, perchè non possiamo stare anche noi così in Palestina ?
Poi ha aggiunto " Ma il re italiano non può fermare Israele ?"
Io ho pensato subito a Berlusconi.
" No" ho pensato " meglio che il re italiano stia fuori da tutta questa storia"

Scritto da Achille81 alle 10:52 di lunedì, 26 gennaio 2009
Tags: [palestina, politica, appelli, giordania, diritti, islam, immigrazione, razzismo, libertĂ , amman]
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Immagine 005

Non sapevo come dirlo ed è forse per questa ragione che per tanti giorni il mio blog non è stato aggiornato.
Comunque le cose stanno così: mi sono trasferito ad Amman, Giordania, per lavorare come medico in una organizzazione umanitaria.
Se qualcuno esclama " E chi se ne frega  !" lo capisco benissimo.
Il punto è che non mi aspetto che nessuno mi dica " bravo". Il motivo principale per cui sono qui è, direi, profondamente egoistico.
Ero esausto dell' Italia, esausto di Roma che di colpo si è trasformata in un cimitero militarizzato. Dopo otto anni di vita in una città che mi ha dato tutto, amici, una laurea e l'amore, sentivo il desiderio di scappare.
Tutto era diventato troppo faticoso e ultimamente questa fatica non era più ricompensata.
Una città che ho amato tanto di colpo mi sembrava una prigione.
E poi c'è stata la scoperta di quanto mi rendesse felice insegnare italiano agli immigrati, quanti mondi ancora c'erano da scoprire.
Non ho dubbi nel dire che ho imparato dai miei studenti di Piazza Vittorio molto più di quanto loro abbiano imparato da me. E ho capito che voglio provare a fare questo perchè è questo che mi rende felice.
Puro egoismo. Nessuna missione.

E così con Lillo che sonnecchiava nel trasportino ho preso un aereo e ora sono qui, nel mio appartamento spoglio di Amman.
E' iniziato un  processo di scarnificazione della mia vita estremamente rilassante.
Niente oggetti inutili, niente immagine, niente vestiti costosi da esibire. Solo io, con il mio inglese stentato e nient' altro.
Amman è una città talmente "brutta" da essere magnifica. Qui vige un' estetica della non estetica. Nulla è stereotipato nell' immagine di ciò che dovrebbe essere: nei negozi c'è la merce e basta.
Tutto qui è ciò che sembra.

Niente minareti,veli e turbanti. Niente cazzate del genere. Ci sono solo le persone che sono esattamente ciò che sembrano. La vita qui non è ancora stata impacchettata da una estenuante narrazione della stessa.
A volte però il cielo subito dopo il tramonto è di un viola tenue e la mezza luna si svela  dall' orizzonte  verso lo zenith.
Scritto da Achille81 alle 11:06 di giovedì, 08 gennaio 2009
Tags: [italia, amore, roma, animali, amici, giordania, scrittura, medicina, islam, immigrazione, razzismo, amman, casa dei diritti sociali]
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pianeta


Io e Stefano Tummolini ci siamo conosciuti tre o quattro anni fa , per caso. Eravamo entrambi nella raccolta di racconti "Man on Man 4" ed entrambi eravamo stati convocati per una presentazione della stessa al GayVillage.
Da quella presentazione è nata una bella amicizia , oltre che con lui, anche con Antonio Merone che ho avuto modo di conoscere e frequentare.
Appena ho conosciuto Stefano ho avuto la netta sensazione che fosse una persona di talento. Non so nemmeno io perchè,  considerato che allora conoscevo così poco del suo lavoro. Alle volte mi succede.
All' epoca, per esempio, non sapevo che lui figurava tra gli sceneggiatori de "Il bagno turco" ( il più bel film di Ozpetek) e de "Il bello delle donne " ( per me un incredibile cult pop). Un paio di anni fa, proprio mentre cominciavo la stesura di "49 gol" , Stefano mi parla di una sua sceneggiatura, un progetto che non trovava finaziamenti
.
E così, su mia richiesta,  mi ritrovai nella mia posta lo script di "Un altro pianeta" che divorai avidamente trovandolo straordinariamente vero e onirico allo stesso tempo. Stefano mi disse che era difficile reperire dei fondi per un film così rivoluzionario e aperto.
Tempo fa ci siamo risentiti per un saluto e mi ha annunciato che lo stava girando in HD autofinanziandolo con un budget esiguo sulla spiaggia di Capocotta, laddove lo aveva sempre immaginato.
Poi è arrivata una casa di produzione, il Festival di Venezia e un meritatissimo Queer Lion.
L'altra sera sono andato finalmente a vederlo al cinema Metropolitan e ho ritrovato nelle immagini completamente intatta tutta quella verità  e il surrealismo che ricordavo nelle pagine della sceneggiatura.
Il film è un viaggio interiore nell' animo di due personaggi, un uomo e una donna, apparentemente prigionieri di due stereotipi ( il gay sessuomane e la zitella remissiva) ma che, in un giorno al mare, attraverso l'interazione con diversi personaggi si lasciano spogliare metaforicamente e letteralmente rivelandoci inaspettati segreti e ferite dell' anima.
Con "Un altro pianeta" Stefano Tummolini riporta in Italia un cinema di cui sentivamo fortemente la mancanza, quel cinema italiano che non aveva bisogno di effetti speciali o di finanziamenti esorbitanti per parlarci del mondo che ci circonda ma che fa dell' evoluzione interiore dei suoi protagonisti l'emozionante struttura portante della narrazione.
Anche grazie all' intensa interpretazione di Antonio Merone che restituisce tutta intera la fragile durezza del protagonista , il film si snoda in una gioiosa tesi rivoluzionaria quasi foucoltiana, che ci ricorda come l'amore , quello vero, non chieda definizioni nè di genere, di orientamento o temporali e quanto la sessualità sia l'unica arma nella nostra società capace di spezzare la morsa del potere.
Se potete correte a vederlo. Ne uscirete cambiati.
Scritto da Achille81 alle 15:21 di lunedì, 10 novembre 2008
Tags: [politica, amore, libri, cinema, appelli, web , filosofia, dico, sesso, presentazioni, diritti, scrittura, coppie, gay , pubblicitĂ , libertĂ , lettori, gay pride, tv , 49 gol spettacolari]
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Non so se sia la mia imminente partenza per luoghi lontani ( di cui parlerò approfonditamente e con calma),  ma ultimamente a confrontarmi con la cronaca italiana mi sembra di vivere in uno di quei grotteschi film o romanzi di fantapolitica.

E così mentre la società occidentale collassa sul suo capitalismo corrotto , episodi xenofobi devastano il paese e la soglia di povertà si innalza pericolosamente,  il nostro Presidente del Consiglio si chiude in discoteca, a Como, per cinque ore con alcune ragazze (soprattutto)  e ragazzi di umili origini ( figli di un magnate dell' edilizia milanese che , pare, si sono pure lamentati dei loro stipendi esigui ).
Ora se uno vi dicesse che un signore di più di 70 anni di ritorno dalla Notte Bianca di Parigi esce da una discoteca di Como alla cinque del mattino dichiarando di avere la forza di fare sesso per tre ore e di essere pronto a risolvere la crisi monetaria mondiale , voi cosa pensereste ?
Io, che ho bazzicato la psichiatria per un po', parlerei di Disturbo Maniacale: scarsà necessità di sonno, deliri di onnipotenza, sessualità ipertrofica, manie di grandezza e di persecuzione (ah, i comunisti cattivi !), menzogne e racconti di vissuti fantastici.

Sempre mentre il sistema capitalistico collassa su se stesso ( e indovinate un po' chi andrà a foraggiare il fondo di sostegno europeo ?gelmini Ma voi, cari i miei telecontribuenti con le vostre teletasse ) mi capita di vedere la Gelmini ( Ministero della Distruzione dell' Istruzione) che canta al piano a "Buona Domenica" con i ragazzi di "Amici" alle spalle.
In effetti i primi segnali di un percorso inverso a quello della Carfagna ( da velina a ministra e ritorno) si era già annunciato nella copertina voluttuosa di Panorama che avevo scorto all' aereoporto qualche settimana fa tornando dalla Spagna.

Poi ci si mette anche il Papa  che ha già pronta la sua ricetta per la crisi mondiale : "i soldi volano via, solo la parola di Dio rimane" . Forse intende dire che presto al supermercato presto accetteranno santini al posto della banconote ?

Se poi vogliamo aggiungere che la prima deputata transessuale d'Italia si trova su un isola caraibica con Massimo Ciavarro e che la figlia di Berlusconi ha organizzato un dibattito di filosofia morale alla Bocconi con i soldi di papà post lodo Alfano posso davvero dichiarare che questo è il più grottesco e incredibile romanzo di fantapolitica che abbia mai letto.
Scritto da Achille81 alle 16:15 di lunedì, 06 ottobre 2008
Tags: [italia, politica, libri, ambiente, cinema, chiesa, famiglia, roma, appelli, web , sesso, europa, presentazioni, diritti, coppie, immigrazione, razzismo, libertĂ , giornali, lettori, transessuali, olocausto, tv , adolescenti gay]
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